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Usi e costumi del colore Blu. Dall’antichità ai giorni nostri.

Storia e uso del colore blu

C’è un colore che ha una storia affascinante e complicata. È il colore che nelle sue varie tonalità fa parte della natura che ci circonda: il colore del mare, del cielo e dell’acqua. Parliamo della storia del blu, con cui continuiamo la nostra piccola storia dei colori dopo avere parlato dell’oro e dell’argento, anche qui ritrovando il valore sociale della fortuna dei colori.

Una storia non lineare

Il blu oggi risulta essere fra i colori preferiti dalle persone. Ed è anche il più utilizzato dalle aziende nella loro brand image. Ma non è stato sempre così. Secondo lo storico Michel Pastoreau che al blu ha dedicato un libro intero, la sua storia è “un autentico rebus storico”. In Occidente il blu attraversa infatti molti secoli bui in cui è preferito ad altri colori, in ambito regale ed ecclesiastico.

Nell’antichità e fino al Medioevo il blu era totalmente sottovalutato, laddove il rosso, il bianco e il nero erano i colori più importanti, con maggiore valenza simbolica. Del blu non c’è traccia nelle pitture parietali. Anche nelle epoche successive era poco utilizzato, ad esempio da Greci e Romani nelle tinture, per la difficoltà di reperire o trattare i pigmenti necessari. Per i Romani aveva un significato negativo, associato ai Barbari che tingevano invece di blu come i popoli orientali.

Ma la storia del blu è una vicenda in progressiva ascesa. A partire dal XII secolo, nell’ambito di una generale riorganizzazione del codice sociale legato ai colori, il blu inizia a essere utilizzato sia in ambito religioso, per identificare l’abito della Vergine Maria, sia nelle vetrate delle cattedrali. E ben presto diventa colore con valenza religiosa e regale, si pensi al blu come emblema della monarchia francese, dai capetingi in poi.
Da qui in poi il blu ha fatto la storia, dall’arte dove sono molti gli artisti che hanno utilizzato il blu (basti pensare a Pablo Picasso e al suo “periodo blu”), fino alla moda degli iconici blue jeans.

Tanti blu, un nuovo blu

Sono moltissime le tonalità di blu, ottenuto nella storia da sostanze organiche, pietre e minerali. Gli antichi lo ottenevano dai lapislazzuli, dall’azzurrite o da composti a base di rame. Dalle piante guado e indigofera si ottenevano pigmenti naturali per tingere i tessuti. La disponibilità di queste sostanze ha condizionato ovviamente la diffusione del blu fra i popoli. Tra le varietà di blu ci sono il blu egiziano, il blu oltremare utilizzato ad esempio negli affreschi da Giotto, il blu cobalto usato per decorare ceramiche e gioielli, il blu di Prussia utilizzato nella tintura dei tessuti.

Recentemente è stata scoperta una nuova tonalità di blu chiamata YInMn (composto da ittrio, indio e manganese). Fu scoperta accidentalmente da uno studente americano nel 2009 che, mentre svolgeva delle ricerche su come ottenere del materiale per la conducibilità elettrica, ottenne il nuovo composto chimico, allo stesso tempo stabile e sicuro. Un blu elettrico, resistente, e facile da produrre che ha attirato subito l’attenzione di Crayola tanto da commercializzarlo dal 2017 tra la sua gamma di pastelli a cera.

Il blu nella comunicazione e nella grafica

Oggi i colori hanno una grande potenzialità nella comunicazione e nel marketing, questo perché condizionano la percezione e il ricordo dei prodotti, delle marche e delle pubblicità. Pensando al blu, sono tanti i marchi che vengono in mente. Da Facebook a Tim a Barilla: questo dimostra la facilità con cui associamo la colorazione ai prodotti che incontriamo nella nostra vita quotidiana.

La percezione visiva gioca un ruolo importante nella creazione di un legame emozionale con ciò che guardiamo, dimostrando così perché i colori possano influire sul nostro processo d’acquisto e di fidelizzazione riguardo un brand o un prodotto. Ma abbiamo visto anche come ogni colore sia carico di valori sociali e simbolici sedimentati nel tempo.

E il blu che parte riveste? Studi sulla psicologia del colore hanno dimostrato come questo colore sia quello più utilizzato dalle aziende, per le sensazioni di tranquillità, benessere, affidabilità e sicurezza che riesce a trasmettere. Per questo lo si ritrova nei settori farmaceutico, bancario e assicurativo, automobilistico, e nei social media (Facebook, Twitter, LinkedIn).

Questi sono solo alcuni esempi, ma basta andare al supermercato e vedere come nei corridoi, soprattutto quelli di prodotti legati all’igiene e alla tecnologia, risalti il colore blu in tutte le sue sfumature.