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Dalla A alla Zeta: Il glossario della Tipografia.

Il glossario della tipografia

Il digitale sostituirà il cartaceo, il kindle soppianterà il libro, la tipografia diventerà un’attività da museo. A discapito di tutte queste pessimistiche previsioni la carta sopravvive e lo fa anche molto bene. In questo contesto di “evoluzione nell’evoluzione” anche un’arte come la tipografia riacquista fascino e interesse. Che cos’è la tipografia? Cosa si intende con il termine “abbondanza” oppure con la parola “bianca”? Ecco il glossario della tipografia!

La tipografia dalla A alla Z

La tipografia: “è l’arte di comporre e stampare libri o altri lavori per mezzo di tipi, cioè di caratteri mobili“, alla quale sono connesse definizioni e termini necessari per conoscere la materia. Nel nostro piccolo glossario della tipografia abbiamo scelto alcuni dei (tanti) affascinanti termini di un mondo altrettanto affascinante.

  • Abbondanza. Sono spazi esterni al formato di stampa finito, margini di taglio lasciati per evitare brutte sorprese in fase di taglio del prodotto.
  • Bianca. Il lato del foglio che viene stampato per primo.
  • Cliché. Termine francese che indica la matrice tipografica utilizzata per le illustrazioni.
  • Didot. Tipografo francese, ideatore del sistema di misurazione tipografica Punto Didot. Questa unità di misura – usata ancora oggi per stabilire le dimensioni dei caratteri di stampa e dell’interlinea – corrisponde a 0,376065 millimetri.
  • Esecutivo. È il file definitivo, pronto per andare in stampa.
  • Famiglia. In tipografia indica una serie di caratteri uniti da un unico design: vengono divisi in base al peso (blod, liht, normal, extralight) e all’inclinazione dell’asse (roman e italic).
  • Grammatura. È la misura del peso della carta espressa in grammi al quadrato.
  • Incunabolo. Sono i primi libri a stampa, prodotti nella seconda metà del XV secolo, gli antesignani dei libri moderni.
  • Litografia. Inventata nel 1796 è stata la tecnica più utilizzata per la stampa di immagini per più di 150 anni. Oggi viene usata principalmente per stampe d’arte a tiratura limitata.
  • Moiré. Difetto di stampa che si ha quando si creano delle interferenze tra due trame simili.
  • Nuanzatura. Processo di colorazione della carta per ottenere delle gradazioni particolari.
  • Ornati. Font costituiti da decorazioni che fanno del carattere un’immagine elaborata.
  • Pantone. Sistema messo a punto negli anni ’50 del 900 per classificare i colori in codici.
  • Quadrinomia. Processo di stampa che utilizza i 4 colori di base (Ciano, Magenta, Giallo e Nero) per riprodurre tutti gli altri.
  • Rigidità. Caratteristica della carta che indica la forza che bisogna usare per piegarne un lembo.
  • Script Brush. Tipo di carattere che simula la calligrafia. Fanno parte di questa famiglia di font il Lucida Calligraphy, il Comics Sans, il Caflish etc.
  • Trasposizione. Errore tipografico che si manifesta quando vengono invertite lettere o righe di testo.
  • Uso Mano. Tipo di carta ideale per stampare le pubblicazioni con molto testo.
  • Volta. Superficie del foglio che viene stampato per secondo (si contrappone al termine “bianca”)
  • Zona di massima luce. Il punto più bianco dell’immagine, dove non è presente nessun colore.

Lunga vita alla tipografia

Con il nostro piccolo glossario tipografico volevamo aprire una finestra sul mondo della stampa e della tipografia che, ne siamo sicuri – avrà lunga vita!