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Lo stile immortale del Bauhaus

La scuola Bauhaus e l’influenza sulla tipografia

Bauhaus, tradotto letteralmente “casa di costruzione”, è stata una scuola di architettura, arte e design nata nel 1919 in Germania. La si può considerare un’unione di due istituzioni: la Scuola d’arte applicata di Weimar e l’Istituto superiore di belle arti del Granducato di Sassonia.
La vita della scuola Bauhaus fu breve e contrastata, dovette chiudere nel 1933 con la salita al potere di Hitler e nel corso di quei quattordici anni cambiò tre sedi e tre direttori. L’ultimo di questi fu Ludwig Mies van der Rohe, famoso per le citazioni “Dio è nei dettagli” e “Less is more”.

Bauhaus, un’arte concreta

Lo scopo del movimento Bauhaus era quello di unire tutte le arti con il filo conduttore del design e di produrre oggetti belli e funzionali allo stesso tempo. Si occupava soprattutto di architettura, ma anche di grafica e tipografia. In primo piano c’era la praticità: indagare i motivi per i quali qualcosa viene creato, come funziona, a che cosa serve. Un’arte “concreta”, tanto da accostare la figura dell’artista all’artigiano. Un’arte di massa, popolare, in grado di comunicare in modo diretto, chiaro e immediato con i suoi interlocutori.

L’Influenza sulla tipografia

Lo stile grafico del Bauhaus fu influenzato da grandi pittori, due su tutti Paul Klee e Vassily Kandinskij. Quella che ne sfocia è un’arte dove regnano i colori primari, le linee rette, le figure geometriche. Uno stile artistico e architettonico minimal e razionale. Ed è in questo contesto che viene data maggiore importanza alla comunicazione, al marketing e alla tipografia grazie soprattutto alla figura di Herbert Bayer.

Prima studente, poi insegnante, Herbert Bayer diede un contributo fondamentale al mondo della tipografia. Elaborò il font Universal, di sole minuscole: “Usiamo solo il minuscolo per guadagnare tempo. E poi perché usare due forme di alfabeto se ne basta una? Perché scrivere in maiuscolo se il parlato non lo prevede?”. Eliminando il maiuscolo, Bayer segnò un punto di rottura con la tradizione e l’Universal sarà in quegli anni protagonista di tutte le comunicazioni della Bauhaus.

Il font, dopo la chiusura della Scuola, non verrà molto utilizzato, ma ripreso solo in alcune occasioni. Oggi lo si trova come Architype Bayer, non più nella sua forma originale, rivisitato da The Foundry nel 1997.

I valori del Bauhaus immutati nel tempo

Il Bauhaus si fondava sugli ideali di essenzialità, bellezza e praticità che a distanza di un secolo rimangono validi e vividi. La Scuola era in anticipo sui tempi: si serviva dell’arte per creare elementi architettonici e grafici all’avanguardia, accessibili anche alle fasce basse della popolazione. Anche se la scuola durò solo quattordici anni, il Bauhaus ha lasciato un segno indelebile nella grafica e nel design, ha segnato un’epoca tanto che – a cento anni dalla sua fondazione – siamo ancora qui a celebrarlo.