Pubblicato il Lascia un commento

È morta la Carta, viva la CARTA! Quando digitale e cartaceo convivono…

stampa libro in digitale parma

Non è passato gran tempo da quando profeti di sventura preconizzavano la morte della carta in favore di un sapere interamente digitalizzato. E certo non si può dire che la profezia fosse infondata, a giudicare da quanti capi chini su smartphone e tablet incontriamo ogni giorno per le strade delle nostre città. Ma c’è un “Ma”. Ed è fatto anche di numeri e dati che indicano come la carta non sia affatto morta, anzi il libro di carta è in crescita. Libri e riviste cartacei sono infatti oggetto di un’inversione di tendenza negli ultimi due anni, cui si accompagnano fenomeni collaterali e altrettanto sintomatici, come la rivincita dell’analogico e un certo gusto per pratiche che davamo per morte, come il piacere della (bella) scrittura.

La ripresa del mercato del libro di carta

Nel biennio 2015-2016 il mercato dei libri in Italia è complessivamente cresciuto, con un incremento del 2,3% nel solo 2016 . In questa crescita, crescono anche i libri di carta (+1,6%): un dato coerente con il mercato anglosassone dove l’incremento percentuale è anche maggiore. Insomma, non c’è stato il sorpasso del libro digitale su quello cartaceo. E gli e-book casomai contribuiscono ad allargare la platea dei lettori e le modalità di lettura, ad esempio sugli smartphone.Del resto anche nel mondo dell’editoria giornalistica continua il binario parallelo tra edizione cartacea e digitale con articolati reciproci rapporti rispetto a contenuto online e offline, contenuti gratuiti e a pagamento. E questo vale non solo per i principali quotidiani, ma anche per riviste come Internazionale o Pagina 99.

Ma “Loro” li mandano a scuola senza tablet

Ma quali sono i motivi di questa persistenza della carta? Uno è senz’altro l’inadeguatezza del digitale in determinati ambiti di lettura e apprendimento. Nel numero di “L’Espresso” del 26 febbraio 2017 interamente dedicato all’argomento “Carta” – che ci è servito da fonte principale – si citano due articoli del New York Times in cui si racconta di come “tecnologi e manager della Silicon Valley mandano i loro figli in una scuola dove non entrano computer e tablet, ma solo quaderni, penne e matite”. Tra questi – pare – anche Steve Jobs definito come “un genitore a bassa tecnologia”. Il fatto è che la lettura sul libro di carta e l’esercizio della scrittura facilitano l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo, come affermato da numerosi studiosi. Laddove il digitale – proprio a causa della sua immaterialità – non permette quell’ancoraggio della mente in un solido orizzonte spazio-temporale che è invece permesso dal libro con i suoi fisici contorni, l’ordinamento in capitoli e pagine, indici, ecc. Il libro inoltre nutre i nostri sensi in modo fisico, non ultimo il tatto: insomma la nostra corporeità è parte ineliminabile del processo di conoscenza.

Com’era bello l’analogico

Questa esigenza di fisicità è testimoniata da altri fenomeni, che saranno frutto di moda sì, ma non poi del tutto. Parliamo ad esempio del ritorno del vinile: se sarà una moda estetizzante e passeggera o un solido fatto destinato a rafforzarsi nel tempo, lo vedremo. Certo è che questo genere di tendenze ha indubbiamente a che vedere con il bisogno di toccare con mano – e perché no – possedere concretamente ciò che è più prezioso per noi.

Calligrafia e papeterie

La resitenza del libro di carta è confermata anche dalla curiosità per la calligrafia e per il mondo di carte, penne e matite, ovvero della cosiddetta papeterie. Rigurgiti nostalgici del bel tempo che fu? Fenomeni di nicchia per una piccola élite annoiata, destinati alfine a soccombere al digitale? Vedremo! Per ora a noi – che ci occupiamo anche di stampa – pare che non sia così e che carta e digitale possano e debbano convivere, dividendosi profittevolmente il mercato in base a scopi di comunicazione e occasioni d’uso… e Cabiria ne è la prova provata!

Fonti e Approfondimenti

espresso.repubblica.it/la-carta-vince-anche-nell-epoca-del-web

espresso.repubblica.it/quel-senso-profondo-nella-cellulosa

www.aie.i

www.ilsole24ore.com

www.booksblog.it

www.corriere.it